Don Thierry, ti aspettiamo ai Sale!

Giovedi 1 luglio don Thierry è venuto ai Sale a prendere i primi contatti con la nostra comunità salesiana, a iniziare il passaggio di consegne tra don Alberto e lui.
Siamo contenti di averlo tra noi dal prossimo mese di settembre come vice parroco e incaricato dell’oratorio.
Lo attendiamo con la preghiera e con l’affetto assicurandogli tutta la nostra collaborazione affinchè possa inserirsi nella nostra realtà nel modo migliore a servzio soprattutto dei giovani e dei ragazzi.

 

Ecco una sua presentazione:
Don Dourland Thierry è nato a Montpellier (FRANCIA) il 18/08/1985, di nazionalità italiana, è religioso salesiano dal 08/09/2005 ed è stato Ordinato Presbitero a Torino il 31/05/2014 nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Don Thierry si è sempre dedicato con passione e zelo al lavoro pastorale tra i giovani, con una grande capacità di coinvolgerli e convocarli anche in percorsi impegnativi di vita cristiana e di discernimento vocazionale. Dopo la sua Ordinazione presbiterale è stato incaricato del Centro giovanile della Parrocchia San Francesco di Assisi in Venaria Reale (TO) e dal 2016 è stao Vicario parrocchiale ed Economo della Comunità.

Nuovi incarichi nelle Curie diocesane e nelle parrocchie

Con Decreti firmati il 29 giugno 2021, nella festa dei santi Pietro e Paolo, il Vescovo Piero Delbosco ha disposto una serie di cambiamenti che saranno operativi dopo l’estate e che si inseriscono nei percorsi di accorpamento tra le Diocesi di Cuneo e di Fossano e di aggregazione tra le parrocchie, a cui il Sinodo diocesano, appena convocato, dovrà dare una forma più organica.

Nuovi incarichi

Estate Ragazzi – Seconda Settimana

Eccoci giunti alla fine della seconda settimana di Estate Ragazzi!

La parola chiave che ci ha accompagnato durante le scorse giornate è stata “GRAZIE”. Abbiamo imparato a ringraziare le persone che ci sono intorno ogni giorno, come i genitori, gli insegnanti, gli animatori e i salesiani. Un grazie particolare va a Don Alberto, che è cresciuto con noi nell’oratorio dei Sale e da settembre inizierà una nuova avventura, lontano da Cuneo.

Durante la settimana, abbiamo intervistato animatori di ogni fascia e di ogni squadra, per sapere per cosa sono grati in queste prime settimane di divertimento in oratorio del 2021.

Le risposte principali sono state “Grazie all’oratorio, che da quando sono piccolo/a è per me un punto di riferimento, una seconda casa” oppure “Grazie ai coordinatori di fascia, che guidano noi animatori nella gestione dell’estate ragazzi”. Tanti ringraziamenti sono andati anche agli animati che “ci permettono di imparare cose nuove e migliorare giorno dopo giorno”.

Ricordiamoci quindi che un piccolo gesto di gentilezza, come un semplice (ma importante) “grazie”, può migliorare la giornata a chi se lo sente dire!

La prossima settimana vedrà la solita scadenza oraria per le varie giornate, e le gite saranno al Salgari Campus per i bimbi dalla prima alla quarta elementare e al Parco del Gravio per i ragazzi dalla quinta elementare alla prima superiore.

Inoltre Lunedì saluteremo i nostri amici del campeggio elementari che si recheranno a Pracharbon per una settimana che sarà sicuramente indimenticabile!

Delegazione cuneese a Roma per i 50 anni della Caritas

Roma – Una piccola delegazione della Caritas diocesana di Cuneo ha partecipato venerdì 25 e sabato 26 giugno a Roma alla celebrazione per i 50 anni della Caritas italiana. Mons. Piero Delbosco, vescovo di Cuneo e di Fossano, Enrico Manassero, direttore di Caritas diocesana, Contardo Crosetto e don Mauro Mergola hanno preso parte al momento di preghiera di venerdì nella Basilica di San Paolo fuori le Mura e sabato all’Udienza di Papa Francesco in Aula Paolo VI. “Come nuovo direttore della Caritas diocesana è stata un’esperienza nuova ed emozionante – dice Enrico Manassero -. Più di tutto mi rimangono impresse nella mente le parole di Papa Francesco che ha invitato tutti noi a proseguire il nostro lavoro, ma soprattutto a guardare la realtà non dalla prospettiva dei vincenti, ma da quella degli ultimi, dei poveri: si deve allargare lo sguardo, ma partendo dagli occhi del povero”.

Serata Caritas Diocesana – “Nessuno è straniero”

Mercoledì sera 30 giugno si è svolto nella sala della Comunità della parrocchia  un incontro dal titolo “NESSUNO E’ STRANIERO – Accogliere – Proteggere – Promuovere – Integrare – una proposta per i migranti stagionali” con la presenza di Enrico Manassero (direttore Caritas diocesana), Patrizia Manassero (Vice Sindaco di Cuneo) e, collegata online, Caterina Boca (Ufficio politiche migratorie della Caritas Italiana).

La serata si è aperta con il video del discorso del Papa di pochi giorni fa alla Caritas Italiana in cui ha delineato 3 priorità che devono guidare l’agire di ogni cristiano: la scelta prioritaria dei poveri e bisognosi, la testimonianza del Vangelo, la creatività della carità.

Caterina Boca ha continuato con un intervento appassionato a sostegno di una politica che guardi di più alle esigenze dei più bisognosi ed in particolare dei migranti e tra loro dei migranti stagionali, con l’offerta di accoglienza e di tutela dei diritti anche per coloro che sono in possesso di contratti di lavoro.

Enrico Manassero ha poi ampliato il discorso ponendo l’accento sulla necessità di fare rete tra quanti operano in questo campo come ad esempio Caritas, Croce Rossa, Comuni, Parrocchie, Cooperative  e altre realtà associative, affinchè si ottimizzino le risorse sia economiche sia umane a disposizione per sostenere la sempre maggior necessità di interventi.

La Vice Sindaco Patrizia Manassero ha poi illustrato dal punto di vista dell’ente pubblico il lavoro fino ad oggi svolto con la creazione di un tavolo di lavoro che ha generato la nascita di un info-point presso il Centro Migranti, al quale tutti i migranti sarebbe auspicabile si rivolgessero, sia per mappare il territorio sia per trovare, nel limite del possibile, collocazioni di accoglienza concrete e dignitose.

Tre esperienze del territorio già operanti hanno portato la loro testimonianza concreta: Don Carlo Occelli che nella sua parrocchia del Cuore Immacolato di Maria ha favorito la nascita di alloggi per l’accoglienza che hanno visto passare in questi anni oltre 110 migranti; la comunità Papa Giovanni XXIII e l’associazione dei Meninos de Rua  hanno creato invece delle “unità di strada” che si recano periodicamente  da chi non ha casa e dorme per strada o sotto i ponti per portare loro un piatto caldo, una coperta oppure anche solo un momento di amicizia attraverso l’ascolto.

Alcune domande dal pubblico e le considerazioni finali del Vescovo Piero Del Bosco hanno concluso la serata.

I Sale saranno uno dei luoghi di accoglienza residenziale per 8 braccianti agricoli appena ci saranno le condizioni, così potremo passare dalle parole ai fatti della carità.

 

Il Papa: l’amicizia sociale allontana i populismi e costruisce la convivenza

Le intenzioni di preghiera di Francesco per il mese di luglio, nel video diffuso dalla Rete mondiale di preghiera, sono rivolte a tutti coloro che si impegnano nel dialogo, inteso come “il cammino per guardare la realtà in modo”, perchè non perdano coraggio e passione …

Leggi Tutto: https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-06/papa-francesco-intenzioni-preghiera-luglio-amicizia-sociale.html

Amoris laetitia: il matrimonio, un dono che supera ogni minaccia

​Ogni mese, per 10 puntate, un video con le riflessioni del Papa e testimonianze di famiglie di ogni parte del mondo – realizzato in collaborazione tra il Dicastero Laici Famiglia e Vita e Vatican News – aiuta a rileggere l’Esortazione apostolica, con il contributo di un sussidio scaricabile per l’approfondimento personale e comunitario. Perché essere famiglia, ricorda Francesco, è sempre “principalmente un’opportunità”…

 

Tutto quanto è stato detto non è sufficiente ad esprimere il vangelo del matrimonio e della famiglia se non ci soffermiamo in modo specifico a parlare dell’amore. Perché non potremo incoraggiare un cammino di fedeltà e di reciproca donazione se non stimoliamo la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare. In effetti, la grazia del sacramento del matrimonio è destinata prima di tutto «a perfezionare l’amore dei coniugi».[104] Anche in questo caso rimane valido che, anche «se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe» (1 Cor 13,2-3). La parola “amore”, tuttavia, che è una delle più utilizzate, molte volte appare sfigurata.[105]

Vatican News

 

Pechino, l’attività pastorale di don Michele Ferrero

Ringraziamo don Michele che ci rende partecipi del suo servizio pastorale in Cina. Ci ha mandato delle foto inerenti alla sua attività pastorale svolta in primavera. Lo sosteniamo con l’affetto e la preghiera.

Lettera del Direttore, avvisi e appuntamenti – settimana dal 25 giugno al 4 luglio

XIII Domenica del Tempo Ordinario – Marco 5, 21-43

Dal vangelo  secondo Marco  5, 21-43

21 Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. 22 E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi 23 e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». 24 Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.25 Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni 26 e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, 27 udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. 28 Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». 29E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.30 E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». 31 I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». 32 Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33 E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 34 Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».35 Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». 36 Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». 37 E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38 Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39 Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40 E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. 41 Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: alzati!». 42 E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 43 E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

La lunga lettura evangelica (Marco 5, 21-43) racconta due miracoli, l’uno dentro l’altro. Il motivo che li lega è la fede. Il miracolo della guarigione della donna che soffriva perdite di sangue si sarebbe prestato molto bene a sottolineare la potenza di Gesù. È bastato toccare la veste di Gesù per guarire! Non è però su questo tema che Marco ferma l’attenzione. Dobbiamo far nostra, invece, la meraviglia dei discepoli: «Vedi la folla che ti preme e domandi: chi mi ha toccato?». Perché la donna desidera non farsi notare e Gesù, invece, sembra far di tutto per dar risalto al suo gesto? La legge dichiarava impura la donna che aveva perdite di sangue, e impuro toccarla. Ecco perché la donna tocca la veste di Gesù di nascosto, approfittando della calca, ed ecco perché si sente tanto colpevole, paurosa e tremante, quando si vede scoperta. Ed è per lo stesso motivo che Gesù dà pubblicità all’accaduto: per dichiarare pubblicamente, di fronte a tutti, che non si sente impuro per essere stato toccato dalla donna, e che il puro e l’impuro non lo interessano. Dio non bada al puro e all’impuro, ma alla fede: «Va’ in pace, la tua fede ti ha salvato».

È ancora la fede al centro della guarigione della figlia di Giairo: «Non temere, solo abbi fede». Fede nella potenza di Gesù, una potenza capace di raggiungerti qui, nella tua propria situazione, vittoriosa persino sulla morte. Ma in questo racconto Marco accenna anche a un altro tema: «la bambina non è morta, ma dorme». La morte è un sonno non una fine. Il grande miracolo è la vittoria sulla morte.

Dunque due racconti di miracoli, che però non attirano l’attenzione sul miracolo stesso, ma sulla fede di chi lo domanda. La fede è indispensabile al miracolo. Gesù non compie miracoli per forzare, ad ogni costo, il cuore dell’uomo. I miracoli sono segni a favore della fede, ma non sminuiscono il coraggio di credere. I miracoli sono un dono, una risposta alla sincerità dell’uomo che cerca il Signore: non servono là dove c’è chiusura e ostinazione. Gesù non compie miracoli dove gli uomini hanno già deciso e pretendono di essere loro a stabilire le modalità dell’agire di Dio. Il miracolo è dono della libera iniziativa di Dio. Non è raro, invece, che l’uomo sia cieco di fronte ai molti segni che Dio compie, non ha il cuore aperto per decifrarli e il coraggio per decidersi, e allora se ne scusa pretendendone altri. Chiediamo nuovi segni, sempre nuovi segni, e intanto non ci accorgiamo dei molti segni che Dio ha già – di sua iniziativa – seminato lungo la strada della storia e della nostra vita. (B. Maggioni, biblista)