Ucraina – Un pulmino, letti da campo, alimenti, medicinali…

E storie e volti di accoglienza nella grande operazione di soccorso salesiana

(ANS – Kiev) – Mentre prosegue la guerra in Ucraina e l’attenzione del mondo è sulle possibilità di successo dei negoziati, per chi permane nel Paese dilaniato dalle bombe le opzioni per sopravvivere dipendono largamente dalla solidarietà internazionale – un fronte su cui i salesiani sono sempre in prima linea.

Senza luce e riscaldamento per giorni, al riparo in una cantina, con tutti i negozi chiusi e potendo comprare il pane solo quando veniva distribuito per strada… questa era la vita di Natalka con i suoi bambini, di cinque e due anni, prima di lasciare Kharkov, tre settimane fa.

“Tutto quello a cui riuscivo a pensare era quello che mi stavo lasciando alle spalle – mio marito – ma soprattutto a quello che stavo ottenendo, salvare le loro vite” ha raccontato la donna all’inviato di “Misiones Salesianas”, la Procura Missionaria salesiana di Madrid.

Hanno viaggiato per diversi giorni a piedi, ma anche in autobus e in treno, fino a quando non hanno raggiunto Medyka, il valico di frontiera con la Polonia. “La cosa peggiore è stato il freddo e la neve, portando un bambino in braccio, un grande zaino e tenendo l’altro per mano. È molto ingiusto quello che stiamo soffrendo”, dice.

Ora che è accolta dai salesiani, non è che tutto sia risolto. I bambini si spaventano appena sentono il rumore di un aereo e c’è sempre la paura per la sorte del marito, che chiama tutti i giorni. Ma Natalka è felice finché sa che sta bene, e a lui è consolato dal conoscere la solidarietà che la famiglia riceve, “soprattutto dai salesiani”.

La famiglia di Natalka non è certo l’unica ad essere accolta dai salesiani polacchi. Complessivamente i Figli di Don Bosco delle quattro Ispettorie polacche hanno preparato 1117 posti nelle opere salesiane per rifugiati in tutta la Polonia, di cui 501 sono già occupati e 366 liberi. Attualmente stanno condividendo ciò che hanno, ma dato che mantenere un così alto numero di rifugiati è oneroso, avranno bisogno sempre più di sostegno.

Nonostante la minaccia di guerra, sono riusciti anche ad inviare dozzine di convogli umanitari in Ucraina. Portano forniture mediche, cibo, coperte, generatori, articoli per l’igiene personale. Significativa è la sinergia: ad esempio, grazie collaborazione con la Procura Missionaria di Bonn, in Germania, sono riusciti ad acquistare 300 letti da campo, con altrettanti cuscini e piumoni e 600 set di biancheria da letto e da bagno.

Un’altra testimonianza sull’effettiva ed efficace solidarietà salesiana viene da Zhytomyr, in Ucraina, a circa 130 km da Kiev, dove mercoledì scorso, 16 marzo, è arrivata in dono una nuova auto la casa salesiana del posto.

Don Michał Wocial, un salesiano che lavora in quell’opera, aveva chiesto aiuto dopo che il vecchio scuolabus si era rotto in uno dei vari viaggi per far scappare i rifugiati in Polonia.

“È stata un’operazione prioritaria per noi – dice don Jacek Zdzieborski, Direttore della Procura Missionaria Salesiana di Varsavia –. Siamo riusciti rapidamente a trovare un venditore di un pullmino a 8 posti con un grande bagagliaio, come serviva. Una settimana dopo, l’auto era già stata acquistata, importata, registrata e assicurata”.

E non è stato un lavoro lungo trovare un donatore: l’acquisto è stato presto finanziato da “Missioni Don Bosco”, la Procura Missionaria Salesiana di Torino.

Questo è uno dei tanti esempi di fruttuosa collaborazione e della provvidenza di Dio, che crediamo abbia guidato questa impresa. “È incredibile che in così poco tempo siamo riusciti a ottenere un veicolo e completare tutte le formalità” commenta don Zdzieborski.

Prima di arrivare a destinazione, l’auto è partita piena di doni, tra cui un generatore di corrente, cibo, forniture mediche e coperte.

Continuano, infine, anche le donazioni in denaro da parte di tutte le realtà salesiane e della Famiglia Salesiana. Tra le più recenti si segnalano la donazione elargita dalla Visitatoria di Timor Est e un consistente esborso economico da parte delle Suore della Carità di Gesù, XI gruppo della Famiglia Salesiana.

Ucraina – La tenacia di una giovane rifugiata

“Anche se bombardano le nostre scuole, non possono distruggere la nostra voglia di imparare”

(ANS – Zhytomyr) – Una preghiera ecumenica per implorare la pace: è quella che da alcuni giorni diversi rappresentanti delle chiese cristiane di Zhytomyr, insieme a semplici fedeli, recitano quotidianamente sotto una grande bandiera ucraina. “Signore, in questi tempi difficili ti chiediamo di insegnarci a combattere la paura. Il timor di Dio è la cosa più importante: chi mette il timor di Dio al primo posto può controllare la paura della morte, della sofferenza, delle perdite. Aiutaci, in questo tempo di prova, a mettere Te al primo posto” è la commovente preghiera offerta da don Michał Wocial, SDB, tra un allarme antiaereo e un altro.

La vita delle comunità salesiane in Ucraina è ormai da un mese stravolta dalla guerra, che segna ogni attività, compresa la preghiera. Don Wocial passa dallo smistamento dei generi di prima necessità ricevuti e ridistribuiti ai bisognosi, alla benedizione delle persone in fuga, che fanno la fila per riceverla prima di partire.

Mentre anche al di là dei confini della loro patria, tanti ucraini fisicamente al sicuro continuano a soffrire per la loro martoriata nazione e i loro cari che vi sono ancora presenti. Kilina, rifugiata con i suoi tre figli a Varsavia, ha ancora attiva l’applicazione che segnala il pericolo dei bombardamenti. “Quando suona l’allarme antiaereo a Leopoli, squilla anche il mio telefono, così chiamo velocemente i miei parenti per sapere se stanno bene e assicurarmi che scendano nel seminterrato della casa per stare più al sicuro. Ci sentiamo protetti qui, ma viviamo 24 ore al giorno preoccupandoci delle nostre famiglie e del nostro Paese”, ha raccontato la donna ad Alberto López, inviato di “Misiones Salesianas” sul posto.

Con loro c’è anche Yarina, che ha 16 anni e ha lasciato Leopoli con sua madre il giorno in cui è iniziata la guerra. “La cosa migliore che possiamo fare per non pensare alla guerra è tenerci occupati” spiega la madre della ragazza, che sta cercando un lavoro in Polonia, mentre sua figlia segue si collega quotidianamente con la sua scuola in Ucraina per cercare di mantenere tutto il più normale possibile. Infatti, dando una grande prova di resilienza, Yarina testimonia: “Anche se bombardano le nostre scuole non possono distruggere la nostra cultura e la nostra voglia di imparare”.

Per tutti giovani – e meno giovani – rifugiati, la Famiglia Salesiana di tutto il mondo sta facendo di tutto e di più.

C’è chi, lontano fisicamente, continua ad offrire aiuti economici: come il Consiglio Mondiale dell’Associazione dei Cooperatori Salesiani; la Visitatoria di Papua Nuova Guinea – Isole Salomone (PGS), che ha destinato la colletta quaresimale al soccorso della popolazione ucraina; l’Ispettoria della Gran Bretagna (GBR), che per la medesima causa ha elargito una seconda donazione, di importo doppio rispetto alla prima; o l’impegno delle Procure Missionarie salesiane, come “Missão Don Bosco” del Portogallo, e “Por Los Jóvenes”, dell’Argentina, ciascuna attiva con una sua campagna.

C’è chi non si stanca di accogliere, come l’Ispettoria della Repubblica Ceca (CEP), che in un Paese che ha già ricevuto circa 213mila rifugiati – su una popolazione di circa 10 milioni di abitanti – offre il suo contributo ospitando oltre 200 persone, di cui la metà bambini. “Forniamo loro cibo, consulenza sociale di base e alloggi nelle camere, dato che finora non è stato necessario utilizzare palestre o saloni – riporta don Vojtěch Sivek, Vicario e Delegato Ispettoriale per la Pastorale Giovanile di CEP –. Offriamo anche le attività degli oratori, con programmi mirati per i bambini ucraini, e collaboriamo con insegnanti e psicologi di lingua ucraina e per la ricerca de lavoro. Quanto alle raccolte, le donazioni in denaro e in natura le distribuiamo attraverso le ONG e tramite contatti personali in Ucraina, Slovacchia o Polonia”.

E infine c’è chi si offre di fare i servizi umili, semplici, ma necessari, per offrire quanto serve ai bisognosi accolti: trasportare i carichi con gli aiuti umanitari, caricare e scaricare gli scatoloni, pulire le sale e gli ambienti allestiti per i rifugiati…

“Cerchiamo di mantenere le nostre speranze e di preparare un’assistenza a lungo termine soprattutto per coloro che sono più vicini ai Salesiani: bambini e giovani” afferma, infine, un volontario dalla Repubblica Ceca.

Lettera Presidenza CEI – Fine stato emergenza COVID

Orientamenti per la Settimana Santa 2022

Cari Confratelli, il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (cfr DL 24 marzo 2022, n.24), offre la possibilità di una prudente ripresa. In seguito allo scambio di comunicazioni tra Conferenza Episcopale Italiana e Governo Italiano, con decorrenza 1 aprile 2022 è stabilita l’abrogazione del Protocollo del 7 maggio 2020 per le celebrazioni con il popolo.
Tuttavia la situazione sollecita tutti ad un senso di responsabilità e rispetto di attenzioni e comportamenti per limitare la diffusione del virus. Condividiamo alcuni consigli e suggerimenti.   continua a leggere

Ritiro spirituale dei salesiani cooperatori

“Amati e Chiamati – Renditi umile, forte e robusto”.

Domenica 20 marzo in 18 tra Cooperatrici e Cooperatori Salesiani abbiamo avuto modo di vivere insieme ad altri, 120 in tutto, provenienti da vari centri (oratori, parrocchie, scuole salesiane) del Piemonte, una bella e intensa giornata di esercizi spirituali, guidati dalle profonde e concrete parole di don Thierry, presso l’opera salesiana di Bra.

Una vera e propria Grazia!

Ritiro svoltosi tra la festa di San Giuseppe e l’Annunciazione del Signore, siamo stati chiamati a stare in un silenzio interiore e a guardare a Maria, per poter dire il nostro “Sì” quotidiano. Un silenzio non per sentire qualcosa emotivamente, ma come una dimensione in cui “stare” e prendere consapevolezza che siamo fatti per Dio, Dio ci ama e ci riserva la Sua Grazia!

Abbiamo iniziato con la preghiera dell’Ora Media nei locali delle Scuole Medie Salesiane.

Prendendo spunto dal libro “Filotea” di San Francesco di Sales, don Thierry, nel suo intervento, ci ha donato sette passi, l’ABC della vita spirituale, del vivere cristiano:

  1. “Ne hai bisogno, per tornare in battaglia!”

Prender il nostro cuore in mano e andare all’essenziale, “contando sulla misericordia del Signore eleviamo la nostra preghiera”.

  1. “Ricorda anzitutto che sei creato per nulla di meno che per l’eterno”.

Siamo fatti per cose grandissime, siamo per Dio! La nostra anima è fatta per Dio! Solo l’Amore ci sazia.

  1. “Amati… da Lui, che compie ab eterno il primo passo”.

Siamo anzitutto AMATI! Fermiamoci e riceviamo questo Amore! Siamo amati da Lui, che compie sempre il primo passo! Dio ci ha amati dall’eternità e continua a farlo! Sono amato! Signore, ci sei Tu, che da sempre mi hai amato!

  1. Chiamati… a sceglierLo e testimoniarLo con la virtù”.

Dopo che abbiamo riconosciuto di aver ricevuto e di ricevere l’Amore, siamo chiamati da Lui a sceglierLo, a testimoniarLo.

Don Bosco amava i suoi ragazzi e i ragazzi sentivano questo affetto…! Amati e chiamati. Siamo prima amati e poi chiamati a “darci”.

Le virtù ci aiutano nel rendere felice la nostra anima; mettiamo a confronto le virtù e i vizi: pensiamo alla soavità della pazienza a confronto della vendetta, la dolcezza a confronto con l’ira e l’amarezza, l’umiltà a confronto con l’arroganza e l’ambizione, la generosità contro l’avarizia, la bontà contro l’invidia, la morigeratezza contro gli eccessi…

  1. “Avendo pazienza con noi stessi (e con il prossimo).

Imparare ad avere PAZIENZA con noi stessi! Ci va tempo con noi stessi. Dolcemente. Lavorare su di noi a piccoli passi. La pazienza con noi stessi la scopriamo nel chiedere perdono nella Riconciliazione, Sacramento in cui Gesù è paziente con noi, con me! Se gustiamo la pazienza di Dio, impariamo ad essere pazienti.

  1. “Scegliendo buoni e piccoli propositi come slanci dell’anima”.

Partire dai piccoli propositi, concreti. “La nostra natura umana facilmente si allontana dai buoni sentimenti per la fragilità e le cattive inclinazioni della carne, che appesantiscono l’anima e la trascinano continuamente in basso, se essa non reagisce proiettandosi di frequente in alto per mezzo di buoni propositi. Proprio come gli uccelli che cadrebbero presto in terra se non moltiplicassero gli slanci e i colpi d’ala per tenersi in volo.”

  1. Ricariche e manutenzione: preghiera ed esame della mia vita”.

“Un orologio, per buono che sia, bisogna caricarlo e dargli la corda almeno due volte al giorno, al mattino e alla sera e, inoltre, almeno una volta all’anno, bisogna smontarlo completamente per togliere la ruggine accumulata…Così come un orologiaio unge con olio gli ingranaggi, le molle e tutte le parti dell’orologio affinché tutti i movimenti siano più dolci e la ruggine abbia meno presa, la persona devota, dopo aver smontato il proprio cuore per rinnovarlo, deve ungerlo con i sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia. Questo ti farà recuperare le forze indebolite, ti riscalderà il cuore, e farà riprendere vigore ai tuoi buoni propositi e rifiorire le virtù dello Spirito”.

Successivamente, abbiamo avuto del tempo personale, vissuto nel silenzio, per far calare in profondità e nella preghiera la riflessione ascoltata, scoperchiare le nostre ruggini, ripulirle con la Riconciliazione o con la preparazione alla prossima Riconciliazione in tempo quaresimale, prenderci un proposito concreto, uscire dal ritiro con un atto di dolcezza a Maria e un atto di dolcezza ad una persona.

La Messa è stata il momento centrale per nutrirci, lasciarci amare, accogliere la presenza di Gesù.

Dopo il pranzo al sacco, si è pregato insieme per la pace con la recita del Rosario camminato. Un momento per continuare a implorare la Pace nel mondo, ma anche nei nostri cuori e nelle nostre azioni quotidiane.

E’ seguito un bel momento di condivisione a piccoli gruppi, che ha permesso di scambiarci le riflessioni, i propri vissuti, il grazie, le gioie e le fatiche della propria vita. E’ stato bello, perché pur non conoscendoci, si è subito creato un clima fraterno, in cui si è “parlata la stessa lingua del cuore”; veramente lo Spirito Santo era presente in mezzo a noi, come anche don Bosco!

Col cuore colmo di gratitudine, siamo poi tornati alle nostre case.

III Domenica di Quaresima – Luca 13, 1-9

III Domenica di Quaresima – Luca 13, 1-9 – Anno C

1In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? 3No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

6Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. 7Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. 8Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. 9Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Il breve passo di Luca (13,1-9) si divide in due parti: un appello alla conversione (13,1-5) e la parabola del fico sterile (13,6-9). Le due parti trovano il loro punto di incontro nel tema della conversione.

Il verbo «convertirsi» è ripetuto due volte nella pericope. L’avvertimento è dato in forma solenne («Io vi dico…») e come condizione indispensabile per sfuggire al giudizio di Dio («Se non vi convertirete, perirete tutti»). Luca non è anzitutto interessato al contenuto della conversione (quali cosa cambiare): preferisce renderci consapevoli che il giudizio di Dio è incombente e generale.

Mentre Gesù sta parlando, qualcuno lo mette al corrente di una notizia sconvolgente: un gruppo di giudei, probabilmente rivoluzionari zeloti, sono stati massacrati da Pilato mentre stavano compiendo il sacrificio. Nel ricordo di tutti è ancora viva un’altra disgrazia: diciotto operai che lavoravano per il tempio sono stati seppelliti sotto il crollo di una torre. La gente ragionava così: se Dio li ha castigati, vuol dire che essi erano peccatori. Ma non è questo per Gesù il modo di interpretare gli eventi. Quegli uomini – egli precisa – non erano peggiori degli altri. Il giudizio di Dio non è per alcuni, ma per tutti; non è per gli altri, ma per se stessi.

La parabola del fico sterile, pur nella sua brevità, è ricca di motivi. C’è il motivo della sterilità di Israele e della sua ostinazione al peccato. E c’è – in contrapposizione – il motivo della pazienza di Dio e della sua misericordia. E c’è anche un terzo motivo, che parrebbe contraddire il precedente: l’urgenza. Ma è un’urgenza da intendere nel modo giusto. La constatazione che il tempo si prolunga induce molti a pensare che il giudizio di Dio sia inesistente. In realtà – afferma Luca – questo tempo che si prolunga è un segno di misericordia, non di assenza di giudizio. Il tempo si prolunga per permetterci di approfittarne, non per giustificare il rimando o l’indifferenza. E comunque la pazienza di Dio ha un limite. Questo tempo che si prolunga è un tempo decisivo e richiede, per tutta la sua durata, impegno e vigilanza.

Luca ci parla dunque della necessità della conversione, della sua urgenza, del giudizio di Dio che incombe. Ma che significa convertirsi? Il verbo privilegiato dalla Bibbia ebraica per indicare la conversione è cambiare strada, tornare indietro. Il Nuovo Testamento ha voluto essere più preciso, usando «epistrefein» per indicare il mutamento esteriore, il mutamento nel comportamento, e «metanoein» per indicare la mutazione interiore, il cambiamento di mentalità. Il termine che Luca usa nel nostro testo è «metanoia»: egli insiste dunque sul mutamento interiore, sul modo nuovo e diverso di valutare le cose. (B. Maggioni, biblista)

RMG – La guerra e il dramma dei rifugiati

La lettera del Rettor Maggiore per la guerra in Ucraina

(ANS – Roma) – “In questi giorni abbiamo indubbiamente sofferto per il dolore di migliaia di persone. Tante immagini di sofferenza e di morte hanno fatto il giro del mondo”. Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, affida a una nuova lettera, condivisa anche con la Madre Generale delle FMA, Madre Chiara Cazzuola, e il Coordinatore Mondiale dei Salesiani Cooperatori, Antonio Boccia, il dolore che tutti stiamo provando di fronte alla guerra che da settimane ha colpito l’Ucraina.

Davanti a tanta sofferenza, la solidarietà da parte dei Salesiani non si ferma e in questa nuova lettera, il Rettor Maggiore ricorda a gran voce che “siamo con voi e disponibili per qualsiasi necessità”.

Per questo, il Rettor Maggiore, in questa profonda e intima lettera ha voluto ringraziare i Paesi che con amore e senso di fratellanza stanno accogliendo i profughi, ospitandoli persino nelle loro case, lavorando con impegno e dedizione per il bene di chi sta soffrendo per le conseguenze di questa guerra.

Ricordando anche che nel mondo ci sono molti altri conflitti, i cui “effetti sono sempre gli stessi: devastazione migrazione forzata rifugiati e numerosi morti”, nella lettera, il Rettor Maggiore elenca tutte le istituzioni, opere, case salesiane che stanno aiutando in questa circostanza la popolazione ucraina, con raccolte fondi, consegna di beni di prima necessità e mobilitazioni di ogni tipo.

Il Rettor Maggiore conclude il suo messaggio ringraziando tutti quanti nella Famiglia Salesiana si stanno dando da fare per questa emergenza.

Il testo completo della lettera.

Solidarietà con l’Ucraina 2

Lettera dell’Ispettore don Leonardo Mancini

Carissimi confratelli e laici corresponsabili, vi aggiorno sulle iniziative di sostegno che stiamo realizzando come ispettoria a favore delle nostre presenze salesiane in Ucraina. continua a leggere

Rosario per la pace

Ogni lunedì di quaresima alle 21.00

Salesiani Piemonte ti sta invitando a una riunione pianificata in Zoom.

Argomento: Rosario per la pace in Ucraina

Questo è il link (per ogni lunedì)

https://us02web.zoom.us/j/83819132632?pwd=MFRVQ0g2ZldqeHM2eDE3TDZhQ2tEQT09

ID riunione: 838 1913 2632
Passcode: 143474

Potete diffondere l’iniziativa a chiunque abbia piacere di partecipare, soprattutto ai giovani.

Unica avvertenza: tenere il microfono spento. Ci saranno delle persone incaricate per la guida e le risposte nella recita del rosario.

Alcuni confratelli in Ucraina sono stati avvisati di questa iniziativa e ci ringraziano profondamente. Ci invitano a essere costanti e a non lasciarli soli in queste ore drammatiche.

Ucraina – “Ascoltate le voci dei bambini che muoiono!”

(ANS – Kiev) – Ad oltre due settimane dall’inizio della guerra in Ucraina, i salesiani della Visitatoria “Maria Ausiliatrice” dell’Ucraina greco-cattolica alzano la voce per difendere le vite violate dei più piccoli. Ecco la loro denuncia, unita all’appello per il sostegno internazionale e la pace:

Nessuno può nascondere o tacere che le truppe russe hanno invaso l’Ucraina e che da quindici giorni di guerra non solo si comportano in modo crudele con i civili, ma intenzionalmente uccidono dei bambini. Bombardano con missili ospedali per la maternità, asili nido e scuole. Questa non è altro che una dimostrazione della volontà di distruggere la nazione ucraina, di distruggerne il futuro.

Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, circa 80 bambini sono stati uccisi e molti sono stati feriti. Migliaia di bambini sono costretti a fuggire dai bombardamenti e a nascondersi negli scantinati abbandonati e fatiscenti, rimanendovi per giorni e giorni al freddo, senza luce e senza cibo e acqua. Migliaia di persone, inclusi bambini e ragazzi, hanno subito traumi psicologici a causa della paura della morte e della lotta per la vita.

Noi, Salesiani e Famiglia Salesiana, non possiamo tacere in questi tragici momenti che vedono l’aggressore aggredire e violare vite innocenti. Dobbiamo gridare, parlare a tutto il mondo civile di queste gesta barbare e orribili. Ascoltate le voci dei bambini che muoiono a causa dei bombardamenti! Chi li proteggerà, se non noi, che siamo stati inviati loro? Non dobbiamo avere paura di dire la verità. Il mondo e i leader mondiali devono conoscere questi orrori.

Uniamoci per proteggere i bambini, non solo nella preghiera, ma anche nell’azione concreta. Grazie a tutti per il supporto e l’aiuto. Insieme siamo forti!

Chiediamo una preghiera più intensa per i bambini e per le migliaia che hanno perso tutto. Dio, stacci vicino in questi tragici momenti. Solo con Te ci sentiamo al sicuro!