Elenco Cresimandi

Elenco dei cresimandi di domenica 22 maggio ore 16,00:

 

N. COGNOME NOME                                         CATECHISTA


1 ARMANDO LETIZIA                                        Paola Ferrero
2 FACCIA GIORGIA
3 MACARIO CLARA
4 MATTALIA MARTINA
5 MEROLA DANIELE
6 QUATTRONE BENEDETTA
7 RIVA MARTINO
8 TALLONE ISABELLA
9 VERCELLONE TOMMASO


10 BERGIA MANUELA                                        Ivana/Marianna
11 BOSCHETTO ELEONORA
12 CARIGNANO PIETRO
13 CHIRICO ANNA
14 GAZZOLA JACOPO
15 PANCERA JORDAN
16 PILATI GIOVANNI
17 SCARMATO FRANFESCO
18 PONZO MICHELA
19 SAMPAL JOSE’
20 SCHIVO SOFIA

 

Elenco Cresimandi

Elenco dei cresimandi di domenica 15 maggio ore 16,00:

COGNOME NOME CATECHISTA
1 BENEDETTO PIETRO ANNA C.
2 BONO CAMILLA
3 BOSIO LEONARDO
4 CAMINITI CARLOTTA
5 DEGIOANNI MIRIAM
6 DI MEO EDOARDO
7 SAINATO MARTINA
8 SHEHU CORINNE
9 AZZARETTI GIULIA IRENE MATTEO O.
10 CAVALLERA ALESSIO
11 DE SIMONE ILARIA
12 DONADIO DAVIDE
13 DUTTO MATTIA
14 GALFRE’ GIADA
15 GALFRE’ GILBERTO
16 NGUYEN QUOC THANH TIN TIN
17 SAINATO MARTINA
18 SAPIA VINCENZO
19 SCACCUTO GRETA
20 SERENO PAOLO
21 VIGLIONE MAGALI

 

Solidarietà Ucraina

Carissimi Direttori, un saluto cordiale dalla Lituania! 

Vi scrivo per segnalarvi che dall’Ucraina Don Mykhaylo Chaban chiede anche il nostro aiuto, perché purtroppo – come ben sapete – la guerra non è finita. 
Servono ancora medicinali, prodotti per l’igiene personale e cibi a lunga conservazione
Nei prossimi giorni partirà dal Centro di raccolta del Michele Rua un nuovo carico di materiali diretto verso Leopoli. 
Pur comprendendo che l’onda emotiva che ha accompagnato i primi aiuti si è attenuata, chiedo alle case se possono continuare a raccogliere prodotti e portarli al centro di raccolta di TO-Michele Rua.
Vi ringrazio in anticipo dell’attenzione che vorrete dare a questo messaggio e vi saluto con affetto in Don Bosco
don Leonardo Mancini 
Naturalmente per i Sale Cuneo i prodotti devono essere consegnati presso l’Ufficio Parrocchiale. Grazie.

Mandato missionario

Domenica 8 maggio 2022 si è svolta, presso la casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice di piazza Maria Ausiliatrice a Torino, la messa per la consegna del mandato missionario a 27 ragazzi e ragazze dell’ispettoria del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Questi giovani sono arrivati al termine del percorso “Nel cuore del mondo” che li ha visti coinvolti in una serie di incontri a partire da ottobre 2021 fino a questa Domenica.

Questo corso ha avuto l’obiettivo di formarli per essere in grado di portare nei loro luoghi di destinazione il messaggio di Amore di Dio, seguendo le orme di Don Bosco.

Durante la celebrazione hanno ricevuto  il crocifisso missionario accompagnato dalle parole : “Sia il libro da cui attingere l’amore e la forza dell’annuncio”.

I tre gruppi che partiranno quest’estate sono stati destinati in: Lituania, Albania e Romania. In particolare due giovani, Luca Coraglia e Irene Milone, animatori dell’oratorio Salesiano di Cuneo faranno parte del gruppo che partirà in data 30 Luglio 2022 in direzione Albania. Facciamo perciò un augurio speciale a questi 27 giovani, perché questa esperienza possa essere per loro motivo di crescita e ispirazione.

Seconda edizione del torneo “genitori e figli”

Superate finalmente tutte le restrizioni dovute al COVID-19 siamo finalmente tornati a fare sport insieme!! Sabato 7 maggio si è svolta la seconda edizione del torneo “genitori e figli”; la partecipazione è stata numerosa ed entusiasta. Dodici atlete della Under12 di pallavolo ed i loro genitori, suddivise in sei squadre, si sono confrontate per tutto il pomeriggio sfoggiando prestazioni sportive di tutto riguardo, con un sottofondo musicale degno dei migliori dj-set ed una merenda all’aperto degna delle migliori tradizioni.

La formula della manifestazione prevedeva partite fra squadre composte da quattro elementi (due adulti e due ragazze) per permettere alle atlete di giocare insieme ai loro genitori. I genitori hanno tolto un po’ di polvere (e ruggine) dai muscoli intorpiditi da anni di divano… le ragazze volevano ben figurare, inoltre non pareva loro vero di avere i genitori in squadra e poterli bonariamente spronare e/o redarguire in caso di errore… tutto questo ha portato a grandi gesta sportive, interrotte solo da una sana merenda insieme, che hanno alla fine decretato la vittoria della squadra di Giada, Alessia, Roberto e Andrea…. Ma a vincere è stato soprattutto lo sport, la voglia di stare insieme in modo allegro e aggregativo per le famiglie e la comunità. La giornata è stata magistralmente organizzata e diretta da Andrea, Marco, Anna e Chiara, i coach di questa stagione Under 12 di pallavolo, che hanno saputo creare un gruppo coeso e grintoso. Forza AUXILIUM!!

 

 

 

 

 

 

Elenco Cresimandi

Elenco dei cresimandi di domenica 8 maggio ore 16,00:

n. COGNOME NOME CATECHISTA
1 BELLONE ILARIA PAOLA M.
2 CAVALLO GIACOMO
3 FANTINI ANDREA
4 GORZEGNO CATERINA
5 LUBATTI FRANCESCO
6 NARDINI ALESSIO
7 PERFETTI MANUEL
8 UNGUREANU ALESSANDRO ANNA C.
9 BONAITI CLARA MARIA E ELENA
10 CARPENSANO LEONARDO
11 GIORDANO AMBRA
12 GIRAUDO NICOLO’
13 PERNICE TOMMASO
14 RAVERA MARCO
15 SACCHETTO MICHELE
16 SERRA ANDREA
17 STASSI LORENZO
18 VARENGO MATILDE
19 VASCO PAOLO
20 KALASTRA ERION 1 superiore

 

 

 

Messaggio di Papa Francesco per la 59^ Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni

Chiamati a edificare la famiglia umana

Cari fratelli e sorelle!

Mentre in questo nostro tempo soffiano ancora i venti gelidi della guerra e della sopraffazione e assistiamo spesso a fenomeni di polarizzazione, come Chiesa abbiamo avviato un processo sinodale: sentiamo l’urgenza di camminare insieme coltivando le dimensioni dell’ascolto, della partecipazione e della condivisione. Insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà vogliamo contribuire a edificare la famiglia umana, a guarirne le ferite e a proiettarla verso un futuro migliore. In questa prospettiva, per la 59a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, desidero riflettere con voi sull’ampio significato della “vocazione”, nel contesto di una Chiesa sinodale che si pone in ascolto di Dio e del mondo.

Chiamati a essere tutti protagonisti della missione

La sinodalità, il camminare insieme è una vocazione fondamentale per la Chiesa, e solo in questo orizzonte è possibile scoprire e valorizzare le diverse vocazioni, i carismi e i ministeri. Al tempo stesso, sappiamo che la Chiesa esiste per evangelizzare, uscendo da sé stessa e spargendo il seme del Vangelo nella storia. Pertanto, tale missione è possibile proprio mettendo in sinergia tutti gli ambiti pastorali e, prima ancora, coinvolgendo tutti i discepoli del Signore. Infatti, «in virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario (cfr Mt 28,19). Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 120). Bisogna guardarsi dalla mentalità che separa preti e laici, considerando protagonisti i primi ed esecutori i secondi, e portare avanti la missione cristiana come unico Popolo di Dio, laici e pastori insieme. Tutta la Chiesa è comunità evangelizzatrice.

Chiamati a essere custodi gli uni degli altri e del creato

La parola “vocazione” non va intesa in senso restrittivo, riferendola solo a coloro che seguono il Signore sulla via di una particolare consacrazione. Tutti siamo chiamati a partecipare della missione di Cristo di riunire l’umanità dispersa e di riconciliarla con Dio. Più in generale, ogni persona umana, prima ancora di vivere l’incontro con Cristo e abbracciare la fede cristiana, riceve con il dono della vita una chiamata fondamentale: ciascuno di noi è una creatura voluta e amata da Dio, per la quale Egli ha avuto un pensiero unico e speciale, e questa scintilla divina, che abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna, siamo chiamati a svilupparla nel corso della nostra vita, contribuendo a far crescere un’umanità animata dall’amore e dall’accoglienza reciproca. Siamo chiamati a essere custodi gli uni degli altri, a costruire legami di concordia e di condivisione, a curare le ferite del creato perché non venga distrutta la sua bellezza. Insomma, a diventare un’unica famiglia nella meravigliosa casa comune del creato, nell’armonica varietà dei suoi elementi. In questo senso ampio, non solo i singoli, ma anche i popoli, le comunità e le aggregazioni di vario genere hanno una “vocazione”.

Chiamati ad accogliere lo sguardo di Dio

In questa grande vocazione comune, si inserisce la chiamata più particolare che Dio ci rivolge, raggiungendo la nostra esistenza con il suo Amore e orientandola alla sua meta ultima, a una pienezza che supera persino la soglia della morte. Così Dio ha voluto guardare e guarda alla nostra vita.

Si attribuiscono a Michelangelo Buonarroti queste parole: «Ogni blocco di pietra ha al suo interno una statua ed è compito dello scultore scoprirla». Se questo può essere lo sguardo dell’artista, molto più Dio ci guarda così: in quella ragazza di Nazaret ha visto la Madre di Dio; nel pescatore Simone figlio di Giona ha visto Pietro, la roccia sulla quale edificare la sua Chiesa; nel pubblicano Levi ha ravvisato l’apostolo ed evangelista Matteo; in Saulo, duro persecutore dei cristiani, ha visto Paolo, l’apostolo delle genti. Sempre il suo sguardo d’amore ci raggiunge, ci tocca, ci libera e ci trasforma facendoci diventare persone nuove.

Questa è la dinamica di ogni vocazione: siamo raggiunti dallo sguardo di Dio, che ci chiama. La vocazione, come d’altronde la santità, non è un’esperienza straordinaria riservata a pochi. Come esiste la “santità della porta accanto” (cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 6-9), così anche la vocazione è per tutti, perché tutti sono guardati e chiamati da Dio.

Dice un proverbio dell’Estremo Oriente: «Un sapiente, guardando l’uovo, sa vedere l’aquila; guardando il seme intravvede un grande albero; guardando un peccatore sa intravvedere un santo». Così ci guarda Dio: in ciascuno di noi vede delle potenzialità, talvolta ignote a noi stessi, e durante tutta la nostra vita opera instancabilmente perché possiamo metterle a servizio del bene comune.

La vocazione nasce così, grazie all’arte del divino Scultore che, con le sue “mani” ci fa uscire da noi stessi, perché si stagli in noi quel capolavoro che siamo chiamati a essere. In particolare, la Parola di Dio, che ci libera dall’egocentrismo, è capace di purificarci, illuminarci e ricrearci. Mettiamoci allora in ascolto della Parola, per aprirci alla vocazione che Dio ci affida! E impariamo ad ascoltare anche i fratelli e le sorelle nella fede, perché nei loro consigli e nel loro esempio può nascondersi l’iniziativa di Dio, che ci indica strade sempre nuove da percorrere.

Chiamati a rispondere allo sguardo di Dio

Lo sguardo amorevole e creativo di Dio ci ha raggiunti in modo del tutto singolare in Gesù. Parlando del giovane ricco, l’evangelista Marco annota: «Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò» (10,21). Su ciascuno e ciascuna di noi si posa questo sguardo di Gesù pieno di amore. Fratelli e sorelle, lasciamoci toccare da questo sguardo e lasciamoci portare da Lui oltre noi stessi! E impariamo a guardarci anche l’un altro in modo che le persone con cui viviamo e che incontriamo – chiunque esse siano – possano sentirsi accolte e scoprire che c’è Qualcuno che le guarda con amore e le invita a sviluppare tutte le loro potenzialità.

La nostra vita cambia, quando accogliamo questo sguardo. Tutto diventa un dialogo vocazionale, tra noi e il Signore, ma anche tra noi e gli altri. Un dialogo che, vissuto in profondità, ci fa diventare sempre più quelli che siamo: nella vocazione al sacerdozio ordinato, per essere strumento della grazia e della misericordia di Cristo; nella vocazione alla vita consacrata, per essere lode di Dio e profezia di nuova umanità; nella vocazione al matrimonio, per essere dono reciproco e generatori ed educatori della vita. In generale, in ogni vocazione e ministero nella Chiesa, che ci chiama a guardare gli altri e il mondo con gli occhi di Dio, per servire il bene e diffondere l’amore, con le opere e con le parole.

Vorrei qui menzionare, al riguardo, l’esperienza del dott. José Gregorio Hernández Cisneros. Mentre lavorava come medico a Caracas in Venezuela, volle farsi terziario francescano. Più tardi, pensò di diventare monaco e sacerdote, ma la salute non glielo permise. Comprese allora che la sua chiamata era proprio la professione medica, nella quale egli si spese in particolare per i poveri.  Allora, si dedicò senza riserve agli ammalati colpiti dall’epidemia di influenza detta “spagnola”, che allora dilagava nel mondo. Morì investito da un’automobile, mentre usciva da una farmacia dove aveva procurato medicine per una sua anziana paziente. Testimone esemplare di cosa vuol dire accogliere la chiamata del Signore e aderirvi in pienezza, è stato beatificato un anno fa.

Convocati per edificare un mondo fraterno

Come cristiani, siamo non solo chiamati, cioè interpellati ognuno personalmente da una vocazione, ma anche con-vocati. Siamo come le tessere di un mosaico, belle già se prese ad una ad una, ma che solo insieme compongono un’immagine. Brilliamo, ciascuno e ciascuna, come una stella nel cuore di Dio e nel firmamento dell’universo, ma siamo chiamati a comporre delle costellazioni che orientino e rischiarino il cammino dell’umanità, a partire dall’ambiente in cui viviamo. Questo è il mistero della Chiesa: nella convivialità delle differenze, essa è segno e strumento di ciò a cui l’intera umanità è chiamata. Per questo la Chiesa deve diventare sempre più sinodale: capace di camminare unita nell’armonia delle diversità, in cui tutti hanno un loro apporto da dare e possono partecipare attivamente.

Quando parliamo di “vocazione”, pertanto, si tratta non solo di scegliere questa o quella forma di vita, di votare la propria esistenza a un determinato ministero o di seguire il fascino del carisma di una famiglia religiosa o di un movimento o di una comunità ecclesiale; si tratta di realizzare il sogno di Dio, il grande disegno della fraternità che Gesù aveva nel cuore quando ha pregato il Padre: «Che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Ogni vocazione nella Chiesa, e in senso ampio anche nella società, concorre a un obiettivo comune: far risuonare tra gli uomini e le donne quell’armonia dei molti e differenti doni che solo lo Spirito Santo sa realizzare. Sacerdoti, consacrate e consacrati, fedeli laici camminiamo e lavoriamo insieme, per testimoniare che una grande famiglia umana unita nell’amore non è un’utopia, ma è il progetto per il quale Dio ci ha creati.

Preghiamo, fratelli e sorelle, perché il Popolo di Dio, in mezzo alle vicende drammatiche della storia, risponda sempre più a questa chiamata. Invochiamo la luce dello Spirito Santo, affinché ciascuno e ciascuna di noi possa trovare il proprio posto e dare il meglio di sé in questo grande disegno!

Roma, San Giovanni in Laterano, 8 maggio 2022, IV Domenica di Pasqua.

FRANCESCO